IL
TARANTISMO E LA PIZZICA
La tarantola o taranta è un ragno velenoso dal cui morso è tratto
il termine pizzica. Il veleno entrato in circolazione provoca stati
di forte agitazione psico-motoria seguiti da violente emicranie e
rigidità muscolare che da vita ad attacchi epilettici. Nel
caso del tarantismo tuttavia, la tarantata non è stata morsa
da nessun animale. In questi casi il fenomeno del tarantismo deve
essere interpretato come il simbolo della frustrazione psichica,
economica, sociale e sessuale, ossia come la crisi isterica del singolo
individuo. Non a caso ad essere ”pizzicate” erano le
donne, emarginate tra gli emarginati, che durante l’estasi
o il tormento del veleno, si potevano permettere di tutto, anche
di mimare amplessi
in pubblico, fino a quando San Paolo, il protettore delle tarantate,
non concedeva la grazia. Il ragno è il simbolo della Madre
Terra che riaffiora con i suoi istinti primordiali implacabili, con
la forza di riti pagani antichissimi che il Cristianesimo ha cercato
di mitigare riportandoli alla ragione, nel grembo di Santa Madre
Chiesa. All’origine ci sono quindi la terra e la taranta, il
tamburello e la sua musica primordiale e un repertorio di ricordi
ancestrali che ognuno di noi si porta dentro e che riaffiorano periodicamente.
PIZZICA
TARANTATA
Si tratta di una danza terapeutica che ha origine nell’antichissimo
rito di guarigione delle tarantate, durante la messa-esorcismo del
29 giugno che si svolgeva e tuttora si svolge, presso la cappella
di San Paolo a Galatina, santo protettore di tutti coloro i quali
sono morsi da animali velenosi. L’esorcismo poteva in ogni
caso svolgersi anche in privato, tra le mura domestiche, con l’ausilio
di tamburelli, violini, armoniche a bocca e altri strumenti musicali.
La paziente (tarantata) ballava per ore in preda all’epilessia
causata dal veleno, fino a quando stremata, stramazzava al suolo
priva di sensi, potendo così riposare temporaneamente; il
tormento del veleno non era infatti finito e puntualmente si faceva
sentire al sopraggiungere dell’estate successiva. Per decenni
non si è più parlato di tarantate e riti di esorcismo;
considerate come sinonimo di arretratezza e vergogna, sono state
rimosse e dimenticate. Oggi il tarantismo è in sostanza scomparso;
resta solo un ricchissimo bagaglio culturale fatto di canti, leggende,
musica e parole che sono stati riscoperti ed “esportati” nel
resto d’Italia e fuori nazione.
PIZZICA DE CORE
La pizzica de core rappresenta i sentimenti d’amore, erotismo
e passione nel rito di corteggiamento tra un uomo e una donna. Alcune
cronache del XIX sec. descrivono questa danza sfrenata, variante
della pizzica tarantata: una donna balla al ritmo frenetico dei tamburelli
e violini sventolando un fazzoletto rosso, il colore della passione,
con il quale invita a ballare colui che il capriccio le indica. Stanca
di questo compagno, ne invita un altro e un altro ancora a suo piacimento,
donando il fazzoletto solo a colui che sarà stato in grado
di rapirle il cuore assecondando ogni suo desiderio, ogni sua fantasia.
DANZA DELLE SPADE
Questa originale forma di danza deriva quasi certamente dai duelli
rusticani, che si tenevano quando l’onore e l’orgoglio
erano stati feriti e messi in discussione, quando le faide tra famiglie
insanguinavano i paesi, ma si tenevano anche in occasione di fiere
e mercati. Furono molto probabilmente gli zingari, quando gestivano
il mercato del bestiame, ad innestare sul ritmo della pizzica questa
sorta di danza-scherma che, combattuta in origine con armi affilatissime,
ha poi perso il suo carattere sanguinario e violento e i coltelli
sono stati sostituiti dal dito indice e dal dito medio protesi come
una lama. I movimenti di questa danza simulano proprio un duello
con tanto di provocazioni e attacchi, affondi e difese. La danza
delle spade si può ammirare dal tramonto del 15 agosto all’alba
del 16 di fronte al santuario di San Rocco a Torrepaduli, frazione
di Ruffano. Attorno ai duellanti, la gente un tempo inorridita è stata
sostituita da turisti e curiosi che danzano, cantano, battono le
mani e, all’occasione, si sfidano all’ultimo…ballo.
LA NOTTE DELLA TARANTA
L’esorcismo dal morso della taranta continua ad esercitare
ancora tutto il suo fascino, tanto che i paesi del Salento si riempiono
di migliaia di persone, tra turisti e curiosi, allorquando d’estate
vengono organizzate serate in onore della pizzica-pizzica, della
taranta, appuntamenti che culminano nella celeberrima Notte della
Taranta che si tiene ogni 18 agosto nella piccola Melpignano. Tale
evento gode ormai di notevole considerazione in ambito nazionale
ed internazionale, proprio grazie al fascino esercitato su grandi
musicisti che sono accorsi presso il suggestivo convento degli agostiniani,
per unirsi ai gruppi musicali di zona e far rivivere una tradizione
secolare. Negli ultimi anni, la Notte della Taranta ha goduto di
tanta considerazione da essere trasmessa in diretta TV, contribuendo
così a diffondere la cultura salentina oltre i confini stessi
della Puglia, alimentando ancora di più la leggenda del Salento
come Terra del Rimorso.