
Il
carsismo è un fenomeno tipico del Salento e questo ha favorito
la formazione di grotte e insediamenti di carattere rupestre che affondano
le radici nella preistoria. La penisola Salentina è infatti
costellata da grotte millenarie che hanno restituito testimonianze
di vitale importanza
per ricostruire il passato più remoto non solo di queste zone,
ma dell’intera area mediterranea.
Sulla sponda adriatica troviamo
la Grotta della Poesia a Roca,un vero paradiso naturale e la neolitica
Grotta dei Cervi a Porto Badisco, uno dei più importanti monumenti
d’arte pittorica rupestre d’Europa con oltre 3000 pittogrammi.
Proseguendo lungo la litoranea,a Castro,la Grotta Romanelli d’età paleolitica
graffiti simbolici a carattere sessuale mentre,sempre a Castro,la Grotta
della Zinzulusa racchiude un vivacissimo spettacolo di stalattiti e
stalagmiti.

Nel Capo di Leuca la Grotta Tre Porte conserva resti dell’Uomo
di Neanderthal e di fauna africana,mentre la Grotta dell’Elefante
e quella dei Giganti conservano resti di pachidermi;la Grotta del Diavolo
ha restituito frammenti di utensili e ceramiche del Neolitico.
La costa
ionica,nei pressi del Parco di Porto selvaggio, conserva le grotte
del Cavallo e di Uluzzo con manufatti del Paleolitico e resti di mammiferi.Queste
grotte,quasi tutte visitabili,fanno del Salento un giacimento di testimonianze
scientifiche oltre che culturali destinate a contribuire enormemente
alla ricostruzione antropologica e preistorica del bacino del Mediterraneo.