
Il Salento è una miniera di oro liquido, l’olio d’oliva
e per la lavorazione di quest’oro sono state realizzate nel corso
dei secoli delle “cattedrali sotterranee” i frantoi ipogei
o trappeti , il sottosuolo tufaceo ha favorito la diffusione di queste
strutture su tutto il territorio Talentino sia nei centri urbani sia
in aperta campagna diversi sono i fattori che hanno portato alla realizzazione
di queste strutture innanzitutto di carattere funzionale visto che
la lavorazione delle olive e dell’olio richiede temperature tiepide
che un ambiente chiuso e sotterraneo può garantire anche in
inverno e poi motivazioni di carattere economico dato che realizzare
una struttura nella roccia richiede costi inferiori rispetto ad una
costruzione all’aperto.
Nel corso del ‘700 i miglioramenti
in ambito tecnologico e una maggiore richiesta di prodotto hanno permesso
al tappeto di “emergere” il lavoro dei trappetari era disumano
con una giornata lavorativa di ben 18 ore senza interruzione per ben
5 mesi da ottobre a febbraio .

Le fasi di lavorazione erano complesse
e delicatissime proprio come fine e sensibile è il prodotto
finito. Nel corso degli anni 90 molti comuni si sono attivati per dare
decoro a queste memorie di civiltà. Martano ha restituito un
trappeto del 1500 attivo fino al 1930 che testimonia della vivace attività al
centro della quale fu la cittadina. Da visitare anche i frantoi ipogei
di Giurdignano del 1500 e di Vernole che ha un trappeto del 1400, nonché il
frantoio Granafei di Gallipoli la città che per secoli fino
alla metà del 1900 aveva destinato il proprio porto all’esportazione
di olio per le industrie del Nord Europa.
Il circuito del turismo culturale
non può prescindere da una visita a questi esempi di archeologia
industriale.